La seconda stagione è sempre più difficile

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Ritorno a scrivere su queste pagine dopo un lungo silenzio, silenzio dovuto a impegni lavorativi e non. Il post è dedicato proprio a una buona fetta di quel tempo che ormai potrà essere occupato in altro modo: lo scorso Martedì si è chiusa la seconda stagione di pictures.of.you, il programma radiofonico dedicato alla fotografia che ormai curo da due anni su Poli.Radio. Mi dicono che i titoli delle puntate siano sempre stati molto centrati, e quello relativo all’ulimo appuntamento (“Fine rullino”) voleva dare il senso del “tutti a casa” con una carrellata di alcune delle tante tematiche affrontate nell’anno. 

La seconda stagione di questo progetto è nata come una sfida: oltre a passare ad un orario serale, a cui per mia natura sono molto legato, ho fortemente voluto raddoppiare il tempo della diretta conscio del carico di lavoro che ne sarebbe derivato. Lavoro piacevole, per carità: la difficoltà a cui mi riferisco nel titolo non è legata tanto alle mie acrobazie nel gestire gli impegni, quanto nell’essere all’altezza delle aspettative, mie e di tutti i possibili interlocutori. 

(Per i più curiosi, il titolo del post è ispirato dalle parole sante di Caparezza “il secondo album è sempre più difficile nella carriera di un artista”).

La prima stagione è stata una scommessa, anche se l’impostazione che ho voluto dare era già ben delineata: parlare di fotografia con attenzione alle storie e non a meri tecnicismi, con la voglia di coinvolgere e dare voce ai protagonisti e a tutte le possibili sfaccettature di un linguaggio muto che non può che arricchirsi con una dialettica verbale e musicale. Nonostante alcuni peccati di gioventù, con l’andare delle puntate è venuta fuori una linea guida che ha portato anche i primi apprezzamenti. Anche se solo una trasmissione della webradio di studenti del Politecnico di Milano, con visibilità minima, le persone coinvolte e che sono intervenute come ospiti hanno sempre risposto con curiosità.

 

Per questo, incoraggiato dai buoni riscontri dello scorso hanno, ho voluto alzare il tiro e realizzare contenitori di due ore dove affrontare specifici argomenti, favorendo quanto possibile uno scambio di idee sulle diverse declinazioni della fotografia. E alzando la barra è aumentato anche il livello di attenzione e di apertura nei riguardi di pictures.of.you da parte degli stessi addetti ai lavori. Senza dire i peccatori, la trasmissione è stata plaudita per essere un momento di radio verità (secondo un padre del fotogiornalismo italiano), un buon prodotto radiofonico (secondo una nota photoeditor), uno spazio unico al mondo che unisce fotografia e radio (secondo un autorevole curatore svizzero), la più “conradiana” delle trasmissioni radiofoniche (secondo un blogger fotografico).

 

Cosa voglio dire con ciò, che siamo stati bravi? In parte.Voglio anche puntare il dito su uno spazio inesplorato nel mondo fotografico che scalpita per essere conosciuto, Spesso nel corso delle puntate si è evocata la parola “crisi”, spesso ci si è lamentati delle difficoltà specifiche nel panorama culturale ed editoriale italiano, spesso è emersa una mancanza di “sistema fotografia” in favore di gelosie e invidie. Ma altrettanto spesso in diretta si è dato spazio a realtà poco note ma coraggiose, a eccellenze locali capaci di portare avanti idee e proposte innovative. Sono di parte, è chiaro, ma credo che la dimensione intima di uno studio ovattato e un microfono sia la condizione ideale per far venire fuori gli aspetti virtuosi di quel mondo fotografico speso dato in pessime condizioni. Anzi, proprio in un momento in cui i paradigmi si dissolvono, una idea folle come quella che unisce immagini e parole può diventare una risorsa, In questa edizione sono state fatte 33 puntate con circa 60 ospiti. Non è poco, soprattutto se consideriamo i mezzi a disposizione, eppure lo abbiamo fatto.

E allora faccio una domanda a tutte le persone che hanno partecipato attivamente o fruendo degli spunti di pictures.of.you. Perché non puntare ancora più in alto? Perché non provare creare uno spazio adeguato per continuare questo percorso? Perché non provare a realizzare, anche attraverso strumenti attuali come il crowdfunding, un piano per crearsi uno spazio nell’etere per dare ancora più respiro a questa realtà vitale?

Il nucleo centrale di questo progetto radiofonico è ormai rodato: ci mettiamo voce, idee, contatti e parte tecnica. Sono sicuro che con altri contributi importanti si potrà creare qualcosa di unico per la fotografia e la radio. Aspetto fiducioso, qui sotto c’è spazio per scrivere suggerimenti e dare spazio alle proprie idee. Chi vuole mettersi in gioco?

 

Prima di chiudere, un doveroso ringraziamento a chi ha reso possibile tutto questo: Federico Sbaffi, primo tecnico a tempo pieno della trasmissione che con precisione ha portato avanti la prima stagione e buona parte delle seconda; Stefano Borreca, nuova leva in radio che ha traghettato egregiamente la trasmissione; Ferrante Orcese, l’uomo parlante al mixer, che ha dato idee e stimoli permettendo di migliorare i dettagli della diretta; Barbara La Malfa di 6GLAB che ha scommesso sulle potenzialità del programma dedicando tempo, energie e soprattutto competenze; Sara Zanardini, station manager di Poli.Radio che ha sempre supportato pictures.of.you e il cui operato ha dato nuovo vigore all’emittente. L’ultimo grazie va agli ascoltatori, silenziosi ma presenti.

 

Ah si, con la pubblicazione dei podcast siamo in ritardo clamoroso. Per le vacanze avremo un bel po’ da fare.

 

 

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2 comments

  1. Purtroppo per impegni del martedì non posso seguire la diretta ma sono un divoratore di podcast in ufficio. Quello di Benedusi l’ho ascoltato già 4 volte! Grazie per quello che fate!

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