Impressioni notturne

Fino a qualche anno fa non mi sarebbe mai passato per la testa di andare in giro di notte per le strade di una cittadina dell’hinterland milanese, munito di macchina fotografica e treppiedi.

Questo perché fino a qualche anno fa non avevo ancora capito come la fotografia permetta di vedere le cose con una prospettiva diversa, con una angolazione particolare. Come in definitiva renda più curiosi.

Curiosità vissuta in doppia veste, sia come cercatore di visioni, sia come soggetto delle impressioni altrui. Vagare in oscurità per le strade con macchina fotografica al seguito permette di vestire molti panni. Almeno nella testa degli altri.

Sotto casa, strada vuota e uno dei gatti del vicinato che si struscia sulle gambe mie e del treppiedi. Passano tre-quattro adolescenti, si voltano a guardarmi e uno di loro prova a far ridere gli altri:”Ragà, domani ci vediamo taggati su Facebook”. Mi piacerebbe, ma non ci conosciamo.

La fotografia al tempo dei social

Riflessioni notturne 1 - ©Daniele Ferrini

Riflessioni notturne 1 – ©Daniele Ferrini

Il parco giochi sembra il set di una serie di fantascienza. Quella luce fredda dona un senso di mistero e di alienazione. Ma se ci sono dei bambini intorno l’atmosfera cambia notevolmente, soprattutto se si prova a fotografarla. Anche di notte, anche a distanza di sicurezza una macchina fotografica può sembrare un’arma. Contro la sicurezza, quella propria e dei propri figli. Una madre, appena vede che sistemo l’armamentario si avvicina chiedendomi cosa faccio e se sto riprendendo i bambini. Provo a spiegare che voglio fotografare la luce e gli spazi, non chi è illuminato. Faccio vedere quanto ripreso negli scatti precedenti, magari non comprende il tutto e penserà che è una stravaganza innocua, ma mi lascia fare.

La fotografia al tempo della privacy.

Riflessioni_notturne_02

Impressioni notturne 2 – ©Daniele Ferrini

Negli spazi ampi è difficile nascondersi. Così memore dello scambio precedente, per non dover dare spiegazioni, quando sento avvicinarsi delle voci mi metto a giocare con cellulare. Magari da lontano sembro proprio un addetto ai lavori, infatti una donna del gruppo eccitata informa gli altri:”Guardate, fa le misure”In effetti non ha così torto.

La fotografia al tempo dei marchingegni digitali.

Impressioni notturne 3 - ©Daniele Ferrini

Impressioni notturne 3 – ©Daniele Ferrini

Al mio arrivo la strada era territorio dei tre gatti dell’incrocio. Mi avvicino, ma neanche loro si fidano. Cerco qualcosa tra i portoni delle case ai lati, ma non la trovo. Devo alzare lo sguardo per vedere la luce. Poco prima un uomo che fumava nel giardinetto della sua casa mi osservava muto senza dire niente. Mi ha fatto un po’ timore essere sotto il suo sguardo. Chissà se vale anche per chi sta in quella stanza lassù.

La fotografia al tempo del silenzio.

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Impressioni notturne 4 – ©Daniele Ferrini

Sacro e profano. Un uomo mi guarda mentre indugio in questa piazzetta. Mi ferma sula strada del ritorno, nel bar della piazza grande della cittadina. Mi chiede se sono un reporter o se sono qui per puro piacere. Sacro e profano, appunto. Dopo la mia risposta, il suo compagno di bevute ci ride su e sbiascica:”Domani apriamo i giornali e vediamo un articolo su Cinisello”. Non sono proprio sicuro, nel caso so dove li cercherei.

La fotografia al tempo della cronaca.

Impressioni notturne 4 - ©Daniele Ferrini

Impressioni notturne 4 – ©Daniele Ferrini

Sembra di essere il personaggio di una novella di Pirandello. Uno, nessuno, centomila. Basta avere una macchina fotografica in mano e improvvisamente la mia identità cambia a seconda di chi mi osserva. Alla fine tutto torna. Sono uscito per fotografare le strade vuote della città, quinte desolate nella tranquillità notturna. Quinte del teatro della quotidianità di giorno, che di notte regalano nuove impressioni.

La fotografia.

Al tempo.

Di chi osserva e di chi è osservato.

Impressioni notturne 6 - ©Daniele Ferrini

Impressioni notturne 6 – ©Daniele Ferrini

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