Pausa caffè

In un giorno qualunque, in un ufficio marketing qualunque di una azienda di caffè qualunque. Un Marketing Manager (MM) qualunque discute la prossima grande campagna fotografica del noto Don Ginger con l’ambizioso Collaboratore 1 (C1) e il Collaboratore 2 (C2) in cerca di conferme.

MM:”Allora ragazzi, tutto pronto. Ho gli scatti del nostro Fotografo qui sul tavolo, verifichiamo che il concept funzioni e facciamo un check su quanto realizzato. Pronti perché è roba high level, tutti ne parleranno. Avremo massima visibilità e porteremo a casa i risultati di questo grande investimento”

C1:”Capo, son tutto occhi”

C2 bofonchiando a bassa voce:”Investimento, investimento. A pensare quanto c’è costata ‘sta cosa…”

MM si gira verso C2 con aria infastidita:”Prego? Hai detto qualcosa?”

C2:”No, no..figurati. Però pensavo che con le chiacchiere si fa poco. Vendite, non parole. Sarebbe stato più utile puntare a qualcosa di veramente ambizioso. Non vorrei essere ripetitivo, ma abbiamo ancora campi verdi da cavalcare e tanti miti da sfatare. Come quello dell’ipertensione. Il famoso progetto del coffee point nelle sale attesa di cardiologia dei maggiori ospedali per informare sui benefici del caffè sul cuore. E poi un accordo con il ministero per poter diffondere il caffè nelle…

C1 finisce la frase con tono sarcastico:”scuole per incoraggiare bambini e adolescenti a bere caffè. Si vabbè”

C2 guardando il collega con occhi torvi:”Ma lo sai quanto orzo viene venduto ogni anno in Italia? Perché le mamme pensano che il caffè faccia male! Tutte fette di mercato che non aggrediamo e che potrebbero…

C1 ri-finisce la frase con tono sarcastico:”diventare galline dalle uova d’oro per la nostra azienda”

C1 e C2 finiscono all’unisono quello che è diventato ormai un mantra:”E’ un investimento a basso costo e i nostri fatturati esploderebbero alla faccia di un mercato stantio.”

Silenzio nella stanza dove C2 guarda con espressione indefessamente convinta i suoi interlocutori che a stento trattengono sbuffi di risata.

MM prende la parola da vero capo:”Non vorrei essere ripetitivo neanche io, ma hai rotto il cazzo. Basta co’ sta tiritera perché se la ripeti ancora, come hai fatto all’ultima riunione con il top management facendoci fare una figura di cioccolatai, ti mando al reparto camomilla. E sai che succede al reparto camomilla vero?”

C2 con l’autostima sotto le scarpe e tono dimesso:”Si lo so, al massimo pubblicità tv alle 3 di notte e redazionali in mezzo ad articoli di pannoloni”.

MM:”Esatto bravo. Ora lasciamo da parte vecchi rancori e vediamoci questi scatti immensi di Don Cumin..”

C1 sfiata come un suggeritore di scuola ai tempi d’oro:”Don Ginger capo”

MM:”di Don Ginger, giusto. E cosa avevo detto io? Io le ho già visto, sono una bomba ve lo assicuro. Tutta la poetica dei suoi reportage in scatti veritieri e attenti al sociale come solo lui sa fare. Prima però, verifichiamo di aver seguito tutti i passi della campagna. Partiamo dal brief all’agenzia, chi me lo legge?”

C1 declama pronto:”Dopo anni ricchi di messaggi forti con immagini evocative e anche di rottura con la nostra immagine, in questa campagna vogliamo puntare sul sociale. Immagini che raccontino l’attenzione dell’azienda nella filiera di produzione del caffè dalla coltivazione alla consumazione. Anche perché co’ ‘sta storia del caffè biologico le cooperative locali ci stanno facendo il culo a fettine e dobbiamo dare un segnale forte al mercato e a tutte le cooperative del cazzo.”

MM alza gli occhi con sguardo ferino dopo aver ascoltato la declamazione in direzione di C1:”Come prego?”

C2 imbarazzato:”No scusa, questa parte è barrata e evidenziata come da cancellare. Non si legge eh, è che ho letto il brief così tante volte che lo so a memoria. Ma non è intellegibile, tranquillo. Fammi riprendere da dove avevo lasciato. Vogliamo comunicare la nostra attenzione con immagini di chi lavora direttamente con la terra e il caffè, mostrando tutto il rispetto verso questo Terzo Mondo ma con occhi moderni e lontani da ideologie, rendendo la quotidianità quasi epica.

MM con aria distratta ma sulla soglia della ferinità:”Terzo Mondo? Ma davvero abbiamo scritto questo?”

C1 ridendo nervoso:”No capo, scusa ho sbagliato. Eh eh, Terzo era barrato come sopra ma son riuscito a leggere. Eh eh”

MM:”Ma che cazzo di roba avete scritto? C’è poco da ridere, ‘sto brief fa proprio schifo. Ma chi l’ha scritto? E soprattutto chi l’ha mandato?”

C1 temporeggia bevendo spuma lasciata in sala riunioni dopo un aperitivo di qualche giorno prima.

C2 con aria severa alza lo sguardo dal suo schermo:”Capo, dalla mail di fine Luglio risulta che sei stato tu a scrivere direttamente all’agenzia. Guarda siamo tutti in copia”

MM rimette a posto la furia. Prima interdetto e poi con non-chalance:”Io, Ma sei sicuro? Non dico di no, se c’è la mail è così….certo ora che ricordo era fine Luglio e voi eravate in ferie, così ho mandato tutto io. Strano che non mi sia accorto dei refusi, ma forse non mi avevate aggiornato sulle diverse versioni. In ogni caso a parte questi refusi mi sembra che abbiamo dato tutte le indicazioni del caso per una campagna attenta e importante come la nostra. Possiamo però vedere insieme la presentazione dell’agenzia? Perché queste foto sono una bomba eh, ma sento che mi sfugge qualcosa.”

C1 con colpo di maestria tira fuori un corposo fascicolo colorato pieno di fogli che a vederlo viene da piangere per la deforestazione, e cercando individua la singola pagina con tutti i (pochi) dettagli della campagna, pronto a leggere. MM osserva e inizia ad avere i sudori freddi:”La presentazione è tutta lì?”

C2 guardando altrove e a bassa voce:”E’ pure troppo per i loro standard. Si sono sprecati. D’altra parte se ci fai scegliere sempre loro senza fare una gara questo è il risultato. Ma tuo genero lavora ancora lì?”

C1 inizia la lettura del capolavoro:”Attenzione sul sociale. Immagine evocative. Filiera della produzione. Quotidianità epica. Terzo Mondo ma con occhi moderni. Cooperative locali rompono le scatole”

MM incredulo:”Ma è solo il riassunto di quello che abbiamo scritto noi a loro! Ma poi non hai detto che le cose da cancellare non si leggevano? Altro che camomilla, vi mando al reparto decaffeinato solubile!”

C1:”Aspetta non è finito, arriva la parte corposa. Per comunicare tutta la sensibilità di questa campagna, abbiamo pensato a qualcosa di innovativo e mindblowing. Una raccolta di immagini della vita quotidiana nei campi, quella vera. Ma lo faremo con rispetto, per non intaccare gli equilibri di questi villaggi del Terzo Mondo. Non andremo lì come nuovi conquistatori, ma realizzeremo un set fotografico per ricostruire i vari scenari. Tranquilli. alle luci ci pensiamo noi.”

MM inizia ad avere i battiti accelerati.

C1 continua:”Anche i protagonisti saranno scelti oculatamente, sempre con molto rispetto non li preleveremo dai loro villaggi ma realizzeremo un concorso bellezza tra gli immigrati di seconda generazione, propri per dare un taglio moderno. In questo modo daremo anche un messaggio implicito di tolleranza. Per i vestiti non preoccupatevi, abbiamo fatto una festa in maschera con ambientazione africana e possiamo fornirli noi. Tessuti di alta qualità e come nuovi inclusi nella quotazione”

MM:”Africa? Ma che cazzo c’entra col caffè?”

C1 solerte:”Vogliamo tranquillizzarvi su questi punto, abbiamo fatto una ricerca su Wikipedia e pare che in alcuni stati cresca un orzo dal sapore delicatissimo molto simile al caffè che in quei luoghi è chiamato Kafa. Ah si tratta di roba biologica quindi prendete due piccioni con una fava”

MM incredulo con le mani nei capelli:”No, l’orzo no…”

C1:”Chiusura col botto: proprio per dimostrare il fil rouge tra produzione e consumazione la vostra azienda fornirà a tutti gli abitanti dei villaggi, quelli veri, un kit caffè abbinato a macchinetta. Purtroppo Wikipedia non ci ha dato riscontri sull’effettivo uso del caffè nella dieta locale, ma è un bel messaggio. Ovviamente  parliamo della vostra selezione migliore di macinato e non di intruglio a base di orzo.”

Nel silenzio sceso nella sala riunioni C1 guarda il foglio controluce e nota delle strane macchie e bruciature da fumo, con una nota a piè di pagina che evita di leggere ad alta voce: Scemo chi legge.

MM con la faccia affossata nelle mani chiede e voce disperata:”E tutti gli altri fogli del fascicolo cosa sono?”

C1 con faccia perplessa:”Sono tutti disegnetti fatti a mano con figure stilizzate messe più o meno a caso. Non capisco, sembrano fatti da bambini…ah no sono le inquadrature suggerite, dietro a ogni foto c’è il background con gli abiti da utilizzare. Però, roba sfarzosa ma semplice!  Ah alcune di queste sono segnate in rosso con una crocetta. Fammi vedere, ah si è la selezione del fotografo che ha pure lasciato un commento alla fine: Tutto molto ok, idee fantastiche. Nessun problem per set in studio se avete luci. Possible fare una foto con effetto pioggia? E’ molto dramatic. Le pose sono molto interessanti, le userò tal quali. I like molto idea di lavoro in Africa, io conosciuto per lavori in Asia e questa occasione very good per aprirmi nuove fette di mercato. Non vedo l’ora di start, se non è problema faccio aiutare da nipote che ha iniziato a usare Photoshop. Gli fa curriculum e post-produzione è per voi aggratis.”

Tre minuti di silenzio, con MM che guarda nel vuoto e C1 che guarda MM, mentre C2 ticchetta tasti a caso sul computer. MM sta per mandare tutto all’aria, quando il cellulare segnala l’arriva di un messaggio. MM legge e gli spunta un sorriso beffardo Alza gli occhi con nuovo piglio e dice:”Ok, forse la fretta ci ha fatto dare dei piccoli errori, ma abbiamo fatto un ottimo lavoro. Avevo dei piccoli dubbi nel vedere le foto, ma ricostruendo la storia tutto torna. Date un’occhiata voi e se non avete commenti lasciate il faldone delle fotografie sul tavolo dell’Amministratore. Ah, magari il brief e proposta agenzia “archiviatele”. A buon intenditore…Ora scusate ma devo andare”

C1 ha già le immagini in mano e una faccia rapita, C2 si avvicina scuotendo la testa e dicendo qualcosa a bassa voce, le labbra sembrano formare la parola “orzo”.

MM esce dalla sala riunioni e si dirige nel parcheggio con nuova linfa. Si avvicina macchina dove trova la stagista del settore amministrativo. Rallenta i passi e assume il tipico andamento da piccione che si appropinqua alla futura compagna di riproduzione.”Scusa il ritardo ma stavo vedendo il lavoro del Fotografo.”

Stagista:”Ma allora ci sei riuscito! La campagna è a sua firma?”

MM con faccia compiaciuta e tono suadente:”E’ stato difficile ma lo abbiamo convinto.”

Stagista:”Non ci credo, il mio fotografo preferito. E’ emersa tutta la poetica dei suoi reportage in scatti veritieri e attenti al sociale come…”

MM finisce la frase:”…solo lui sa fare. Certo. Una bomba. Questo Don Cumin è un maestro”

Stagista:”Don Ginger”

MM:”E io che ho detto? Oggi andiamo da me?”

Stagista:”Si dai, raccontami tutto…ancora non ci credo”.

MM:”Beh non è stato facile, ci abbiamo lavorato molto. Sai è molto selettivo nei lavori. Abbiamo fatto un concept apposta per lui, con occhi moderni ma lontano da ideologie. L’idea è stata mia ovviamente…”

E’ andata proprio così. Ogni riferimento a fatti, calendari, aziende, fotografi esistenti è puramente casuale.

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